MAIS DI SECONDO RACCOLTO: MENO TEMPO, PIÙ STRESS, UNA FINESTRA DA NON SBAGLIARE

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Tempo di lettura: ~ 5 min

Il mais di secondo raccolto è una risorsa importante per tutte le aziende zootecniche che coltivano foraggi destinati al proprio bestiame.

Rispetto a un mais seminato in epoca più precoce, parte però con una condizione diversa: ha meno tempo utile per crescere e spesso deve affrontare più stress nelle prime fasi di sviluppo.

Nel mais di secondo raccolto, la semina più tardiva porta spesso la coltura ad affrontare condizioni climatiche più impegnative: caldo, stress idrico e sbalzi tra piogge intense e temperature elevate possono rallentare la crescita proprio nelle prime fasi.

Per questo la finestra tra 3ª e 8ª foglia diventa un momento da gestire con attenzione.

Perché il mais di secondo raccolto è più delicato

Nel secondo raccolto il mais deve svilupparsi rapidamente.

La coltura deve partire bene, costruire massa vegetativa, mantenere efficienza fotosintetica e superare eventuali stress senza rallentare troppo il proprio ciclo.

Il problema è che spesso questa fase coincide con condizioni difficili:

  • caldo intenso;
  • stress idrico;
  • disponibilità d’acqua non sempre costante;
  • competizione con infestanti;
  • diserbo post-emergenza;
  • finestra di crescita più stretta rispetto alle semine più precoci.

Per un allevatore che coltiva mais destinato ai foraggi aziendali, ogni rallentamento in campo può riflettersi sulla disponibilità e sulla qualità dell’alimento raccolto.

La fase tra 3ª e 8ª foglia: cosa succede alla pianta

Tra la 3ª e l’8ª foglia, il mais è in piena costruzione vegetativa.

In questa fase la pianta sviluppa superficie fogliare, migliora la propria capacità di intercettare luce e costruisce le basi per la crescita successiva.

Se la coltura subisce stress in questo momento, può ridurre temporaneamente il ritmo di sviluppo. Nel mais di secondo raccolto questo aspetto pesa ancora di più, perché la coltura ha meno margine per recuperare.

Ecco perché intervenire in questa finestra può aiutare a sostenere la continuità di crescita e accompagnare la pianta in una fase molto sensibile.

Diserbo post-emergenza: necessario, ma da gestire bene

Il diserbo post-emergenza è spesso fondamentale per ridurre la competizione delle infestanti.

Togliere pressione al mais significa permettere alla coltura di utilizzare meglio acqua, luce e nutrienti.

Allo stesso tempo, però, il trattamento può coincidere con una fase delicata per la pianta, soprattutto quando caldo e stress idrico sono già presenti.

In queste condizioni, sostenere il mais con un intervento nutrizionale fogliare può aiutare la coltura a mantenere vigore e capacità di ripartenza.

Tecamin Max: un supporto fogliare nel momento utile

Tecamin Max è una soluzione nutrizionale fogliare a base di molecole bioattive naturali estratte dalle piante.

È pensato per supportare la coltura nei momenti di maggiore richiesta, aiutando la pianta a mantenere attività vegetativa, efficienza nell’uso dei nutrienti e capacità di risposta agli stress.

Sul mais di secondo raccolto, Tecamin Max viene utilizzato nella fase tra 3ª e 8ª foglia, quando la pianta deve crescere rapidamente e affrontare condizioni ambientali o agronomiche potenzialmente stressanti.

La strategia consigliata è semplice:

Dose: 3 L/ha
Fase di applicazione: tra 3ª e 8ª foglia
Numero di interventi: unico trattamento
Applicazione: miscelabile con diserbo post-emergenza

Questo permette di ottimizzare il passaggio in campo e intervenire proprio nella finestra in cui il mais ha bisogno di non rallentare.

A cosa serve Tecamin Max sul mais di secondo raccolto

L’obiettivo di Tecamin Max è sostenere la pianta quando le condizioni ambientali e agronomiche possono ridurre il ritmo di crescita.

In particolare, il trattamento aiuta a:

  • sostenere il vigore vegetativo;
  • favorire la ripartenza dopo stress;
  • supportare l’efficienza nutrizionale;
  • accompagnare la pianta dopo il diserbo post-emergenza;
  • valorizzare la fase tra 3ª e 8ª foglia.

Per chi produce foraggi destinati al proprio bestiame, questo significa lavorare sulla coltura in campo con un obiettivo chiaro: aiutare il mais a mantenere continuità di crescita nelle prime fasi, quando ogni rallentamento può pesare sulla gestione del raccolto.

Cosa dicono i risultati

I risultati osservati con Tecamin Max confermano l’importanza di sostenere la pianta nelle fasi in cui deve mantenere elevata attività vegetativa.

Nei test condotti dall’Università di Granada sul mais, l’impiego di Tecamin Max ha mostrato:

  • un aumento del tasso di fotosintesi da 2,82 a 4,95 µmol m⁻² s⁻¹ rispetto alla fertilizzazione normale; Il che significa
  • una riduzione del contenuto di nitrati da 6,44 a 3,05 mg g⁻¹ PS rispetto alla fertilizzazione normale.

Questi dati sono interessanti perché indicano una pianta più attiva dal punto di vista fotosintetico e più efficiente nell’assorbimento e nell’utilizzo dell’azoto.

Nel mais di secondo raccolto, dove il tempo utile è più limitato e le condizioni climatiche possono essere più impegnative, sostenere questi processi nella fase tra 3ª e 8ª foglia può aiutare la coltura ad affrontare meglio le prime fasi di sviluppo.

Dal campo alla stalla: perché questa scelta conta

Il mais di secondo raccolto non è solo una coltura.

Per un’azienda zootecnica è una parte della razione futura.

Gestire bene questa fase significa investire sulla disponibilità di foraggio aziendale, sulla continuità alimentare della stalla e sull’efficienza complessiva dell’allevamento.

Quando la coltura viene sostenuta nel momento giusto, l’azienda può valorizzare meglio il potenziale del campo e ridurre il rischio di perdere ritmo nelle prime fasi di crescita.

Vuoi capire quando intervenire sul tuo mais? Contattaci

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