IL VERO VALORE DEL FORAGGIO SI DECIDE DOPO LA RACCOLTA
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La raccolta dei foraggi è ormai vicina. In campo, quantità e qualità possono sembrare soddisfacenti, ma per l’allevatore la partita non è ancora conclusa: una parte importante del valore nutrizionale del raccolto si decide durante l’insilamento e la successiva conservazione.
Una raccolta effettuata in un momento non ottimale, una compattazione insufficiente, una chiusura lenta della trincea o la presenza di ossigeno possono favorire fermentazioni indesiderate. Il rischio è ritrovarsi, all’apertura del silo, con una massa che si riscalda, perde sostanza secca e presenta muffe, lieviti o zone deteriorate.
Ogni perdita rappresenta alimento prodotto in azienda che non arriverà correttamente alla mangiatoia, con possibili ripercussioni sui costi della razione e sull’efficienza dell’allevamento.
Perché la qualità del foraggio è importante per le vacche da latte?
Il foraggio non è soltanto una fonte di fibra: influenza l’ingestione, la funzionalità ruminale e l’apporto di energia e nutrienti necessari per sostenere la produzione di latte.
Una revisione scientifica dedicata al silomais ha evidenziato che lo stadio di maturazione alla raccolta e la composizione nutrizionale dell’insilato possono incidere sull’ingestione di sostanza secca, sulla produzione di latte e sul contenuto proteico del latte. Un silomais raccolto troppo precocemente, ad esempio, può presentare caratteristiche meno favorevoli per le prestazioni produttive.
Anche il profilo fermentativo, la digeribilità della fibra, le dimensioni delle particelle e la fermentescibilità dell’amido possono modificare il comportamento alimentare delle bovine e la loro risposta produttiva. Per questo la qualità della conservazione deve essere considerata parte integrante della gestione nutrizionale della mandria.
Quando l’insilato viene esposto all’aria, lieviti e muffe possono riattivarsi, provocando riscaldamento e deterioramento aerobico. Oltre alla perdita di nutrienti e appetibilità, lo sviluppo fungino può essere associato alla presenza di micotossine. La letteratura sottolinea che una corretta gestione prima, durante e dopo l’insilamento è fondamentale per ridurre il rischio di contaminazione degli alimenti destinati alle vacche da latte.
Guidare la fermentazione per proteggere il raccolto
Per ottenere un insilato stabile è necessario creare rapidamente un ambiente anaerobico e favorire l’acidificazione della massa, limitando la proliferazione dei microrganismi indesiderati.
Gli studi sugli inoculi a base di batteri lattici indicano che questi microrganismi possono migliorare la fermentazione e, in determinate condizioni, la stabilità aerobica degli insilati. Una metanalisi ha rilevato, negli studi considerati, un aumento medio della produzione di latte pari a circa 0,37 kg al giorno nelle bovine alimentate con insilati trattati con inoculi lattici. Il risultato medio non rappresenta però una garanzia per ogni azienda, perché la risposta dipende dal tipo di foraggio, dalla sostanza secca, dai ceppi utilizzati e dalla gestione del silo.
Una seconda metanalisi, focalizzata sugli inoculi contenenti Lactobacillus buchneri, ha confermato soprattutto il miglioramento della stabilità aerobica, senza rilevare effetti costanti su ingestione, produzione di latte ed efficienza alimentare. Questo evidenzia che l’inoculo deve sempre essere accompagnato da raccolta tempestiva, rapida compattazione, chiusura accurata e corretta gestione del fronte.
SORBENSYL: conservare oggi per alimentare meglio domani
SORBENSYL è il prodotto liquido DEATECH ad azione conservante per gli alimenti insilati. Contiene quattro ceppi di batteri lattici — Lactobacillus buchneri, Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus plantarum e Lactococcus lactis — insieme ai loro metaboliti.
La loro azione graduale favorisce la fermentazione lattica e contribuisce a:
- limitare lo sviluppo di lieviti, muffe, funghi e batteri indesiderati;
- mantenere più stabili il pH e la temperatura della massa;
- ridurre le perdite di sostanza secca durante la conservazione;
- preservare appetibilità e caratteristiche nutrizionali dell’alimento.
Nei test di campo riportati da DEATECH su 124 trincee di silomais, le perdite medie di sostanza secca sono passate dal 14,1% nel prodotto non trattato al 7,9% nel prodotto trattato con SORBENSYL. Il catalogo riporta inoltre prove condotte con l’Università degli Studi di Milano su insilati di erba, erba medica e sorgo, con valutazione di pH, acidi organici, muffe e lieviti.
Come utilizzare SORBENSYL
SORBENSYL deve essere distribuito durante lo stoccaggio, diluito in acqua in funzione del sistema di applicazione:
- silomais: 50 mL/t di tal quale;
- pastoni: 60 mL/t di tal quale;
- insilati e fasciati primaverili: 75 mL/t di tal quale;
- leguminose: 100 mL/t di tal quale.
Ogni raccolto presenta caratteristiche differenti. Sostanza secca, struttura del silo, velocità di riempimento e modalità di distribuzione possono determinare il risultato finale.
Proteggere il foraggio significa proteggere la redditività della stalla
Una buona raccolta non basta se il valore nutrizionale del foraggio viene perso durante la conservazione. Per questo è fondamentale intervenire già in fase di insilamento, favorendo una fermentazione controllata e limitando lo sviluppo di muffe, lieviti e riscaldamenti anomali.
SORBENSYL aiuta l’allevatore a preservare nel tempo la qualità del raccolto e a portare in mangiatoia un alimento più stabile, appetibile e adatto a sostenere le esigenze produttive delle vacche da latte.
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